Animal Crossing New Horizon

Animal Crossing New Horizon, la nuova fatica di Nintendo, rende sempre qualcuno completamente spaesato. E come potrebbe essere diversamente da un titolo che non offre nessun tipo di competizione, non avere alcun tipo di azione o di narrazione, ma si concentrasse unicamente su attività del tutto tranquille e serene, come raccogliere frutta, andare alla ricerca di fossili o interagire con creature zoomorfe o prendersi cura dei fiori nel giardino.

Diciamocelo chiaramente, Animal Crossing non è un titolo per tutti i palati. Ma è proprio in questa sua caratteristica riflessiva e amena che ne trae la sua maggior forza. Il gioco raccoglie tutta quella voglia di evasione, di libertà, di tranquillità per la maggior parte di noi che viviamo in grandi e chiassose città. Ci riporta ad una dimensione rurale, bucolica e di buoni sentimenti che forse qualcuno si è dimenticato, o, come le nuove generazioni, magari non ha neanche mai vissuto. 

Il bisogno di cura per noi stessi, di un angolo di pace, perché no, a volte anche lontani dalla violenza che normalmente ci circonda, anche e soprattutto sdoganata proprio nei videogiochi che tanto amiamo giocare. Un rifugio sicuro, un qualcosa dove tornare con il sorriso, dove tornare con buoni sentimenti. Voglio raccontarvi una bellissima storia, che ho letto pochi giorni fa, riferita alla vecchia versione di Animal Crossing, uscita un po’ di anni fa e che molti ben conoscono.

Questa recensione sarà quindi un po’ diversa dal solito, perché nel racconto di questa storia, molto bella e commovente di un giocatore, forse vi è la chiave di lettura di tutto il titolo.

Una felice e triste festa della mamma intorno ad Animal Crossing

Il racconto, scritto in prima persona da questo ragazzo coreano in un fumetto molto carino, recita così:

“ Due anni fa, comprai Animal Crossing. Fù molto divertente per un po’. Io e mio fratello lo giocammo per circa un mese, dopo di che ce ne stancammo. Avevo sempre cercato di convertire i miei genitori al mondo dei videogiochi e pensai che Animal Crossing sarebbe stato sufficientemente semplice per loro per avvicinarsi ad esso. Lasciai mia mamma costruirsi una casa, e, ben presto lei si appassionò molto al gioco. Da piccola ebbe la poliomelite e ora soffriva di sclerosi multipla. Era costretta per la maggior parte del tempo a rimanere a casa, eccetto uscire una o due volte a settimana, per andare a fare shopping o andare in chiesa. Passando tutto il tempo a casa su una sedia a rotelle la annoiava, quindi il sollievo che le diede Animal Crossing fu fenomenale. Spese così tanto tempo a giocarci che sembrava fosse divenuta quasi un ossessione. E noi iniziammo un po’ a prenderla in giro per giocare così costantemente. All’interno del gioco riuscì a comprarsi completamente una casa. Raccolse tutti i fossili e gli oggetti che potevano essere collezionati. Ogni volta che la vedevo giocare pensavo sempre che il gioco non avesse più nulla da offrirle a livello di interessi, ma, nonostante questo lei continuò imperterrita a giocare anche molto tempo dopo che io e mio fratello smettemmo. Purtroppo dopo un po’ le sue condizioni peggiorarono e fu costretta a smettere di giocare. Un anno dopo venne a mancare. Mi dimenticai di Animal Crossing. Non ci giocai mai per quasi un anno e mezzo. Oggi pero, ho deciso di visitare di nuovo il villaggio e vedere cosa fosse successo. Le erbacce erano cresciute ovunque. I paesani chiedevano che fine avesse fatto mia mamma. Fino a quando non arrivai alla mia cassetta delle lettere. Era piena di lettere con dei regali. Tutti da parte di mia mamma. Quasi tutte le lettere avevano la stessa scritta: “ Ti stavo pensando e ho pensato che avresti gradito questo regalo. Ti amo. Firmato: Mamma “. Scoppiai a piangere. Nonostante avessi smesso da tempo di giocare lei aveva continuato ad inviarmi lettere. Se penso a quanto la presi in giro per giocare così tanto nonostante avesse finito di fare tutto quello che c’era da fare all’interno del gioco. E ho realizzato solo ora che probabilmente lei passasse tutto il suo tempo cercando regali per me. So che potrà sembrare molto sdolcinato, ma sono rimasto davvero affascinato di quanto tutto questo mi abbia toccato ed ho pensato di condividerlo. Mostrate il vostro amore ai vostri genitori quando ancora potete”

Così si chiude questa bellissima storia. Commovente. Emozionante.

Animal Crossing, più che un gioco è un esperienza. Ha offerto ad una persona costretta su una sedia a rotelle di evadere, di vivere buoni sentimenti. Non ci sono vincitori, né vinti. E’ un gioco che ci ricorda di prenderci cura di noi stessi ogni tanto. Di non vedere tutto come una corsa frenetica per arrivare a qualche traguardo. Ci dice: rallentiamo per un po’. Respiriamo. Ce lo meritiamo. Grazie Nintendo

Voto 10/10  

Un titolo diverso da tutto. Che può non piacere. Ma comunque innovativo. Che offre ricompense diverse da quelle di gioco. Unico nel suo genere.

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